Fonte: Giornale di Sicilia
Imprenditore agricolo di Palazzolo Acreide denuncia la richiesta degli estortori. Presi dai carabinieri coi soldi in tasca.
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Palermo, baby pusher consegnavano la droga in bicicletta. Blitz nella periferia ghetto dello Sperone, 57 arresti
Fonte: La Repubblica – Palermo online
Tre quindicenni protagonisti dell’ennesimo blitz nel quartiere diventato ormai un supermercato a cielo aperto della droga.
Vittime del racket, solo il 6% denuncia
Fonte: Giornale di Sicilia
Una provincia ancora lontana dal ribellarsi, il generale dei carabinieri De Liso: «Solo 7 su 115 hanno trovato il coraggio di collaborare».
Graviano muto in aula a Palermo, perquisizioni a casa dei suoi familiari
Fonte: La Repubblica – Palermo
La Dia che bussa a casa di parenti e familiari di Giuseppe Graviano, l’uomo delle stragi che hanno insanguinato l’Italia.
Commissione antimafia allo Zen “Scuola avamposto delle legalità”
«Questa volta le nostre parole sono rimaste scritte su un verbale, è già un segno concreto di attenzione di una politica che di solito ci liquida con le pacche sulle spalle e che finora ha dimenticato l’infanzia». Ci sono proposte e idee, non recriminazioni e rassegnazione nelle parole di Mariangela Di Gangi di “Laboratorio Zen Insieme” come durante tutte le audizioni della commissione regionale Antimafia che inizia dallo Zen una serie di trasferte nel quadro della sua inchiesta sulla condizione dei minori in Sicilia e sulla dispersione scolastica.
La ditta di San Giuseppe Jato, il pizzo del “capomafia di Ballarò”
La ditta di San Giuseppe Jato, il pizzo del “capomafia di Ballarò”. Emergono contatti fra i boss della provincia e quelli di Palermo Centro.
Mafia e scommesse on line, 16 condanne e 9 assoluzioni: 18 anni a Benedetto Bacchi
Fonte: PalermoToday
Il “re delle scommesse”, assieme ad altri 15 imputati, è stato condannato dalla quarta sezione del tribunale a 18 anni di carcere.
Mafia a San Giuseppe Jato, pizzo anche agli ambulanti ma nessuna denuncia
Fonte: Giornale di Sicilia – online
L’operazione “Jato Bet” è stata portata a termine questa mattina con dieci misure cautelari, 8 in carcere, una ai domiciliari e una di sospensione dal servizio. Le estorsioni, secondo quanto accertato dalle indagini, sono il metodo principale per controllare il territorio e per sostenere le casse della famiglia mafiosa.
Belmonte Mezzagno, condanna a dieci anni per i nuovi boss
Fonte: Giornale di Sicilia
Dieci anni di carcere ai presunti nuovi boss di Belmonte Mezzagno, Giuseppe Benigno e Salvatore Francesco Tumminia.
Fondi e aiuto psicologico per le vittime del racket
Fonte: Giornale di Sicilia
Il progetto di Addiopizzo in sinergia con la Camera di Commercio.
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