Vent’anni di Addiopizzo, l’intervista al procuratore Maurizio de Lucia: «Ormai è un fenomeno sociale, la rivoluzione richiede tempo»

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29 Giugno 2024

Giornale di Sicilia

Prima da sostituto, poi alla Direzione nazionale antimafia, successivamente a Messina come capo della Dna e infine da procuratore capo a Palermo: Maurizio de Lucia è tra i magistrati che più hanno indagato sul racket delle estorsioni: da più di trent’anni combatte contro una zona grigia forse più rischiosa e meno redditizia di un grande appalto, ma che la mafia ritiene indispensabile per controllare il territorio e ottenere quella liquidità che serve ad alimentare gli altri affari dell’organizzazione, garantendo anche il mantenimento dei parenti dei detenuti.

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Rompere il silenzio per fermare le estorsioni: porta a porta a Cardillo e Tommaso Natale

Mentre i magistrati della procura di Palermo e gli investigatori delle forze di polizia stanno...

Pubblicate le graduatorie provvisorie del Servizio Civile Universale 2026

A seguito della revisione delle circa 480 candidature pervenute, pubblichiamo le graduatorie degli aspiranti volontari per i progetti della rete “Il Gonzaga, con i Giovani, in Sicilia” (ente titolare Istituto Gonzaga – Centro Educativo Ignaziano – SU00069).

Un anno di supporto scolastico con i giovani della Kalsa

Si è concluso in questi giorni, con un momento di ascolto e restituzione, il percorso di supporto scolastico che Addiopizzo porta avanti nel quartiere Kalsa. Un’attività che, oltre a favorire l’apprendimento, punta a costruire un’alternativa duratura e strutturale alla cultura mafiosa.

La forza della rete contro le estorsioni

L’isolamento è una delle armi più efficaci delle organizzazioni mafiose. Per questo insistiamo da sempre sulla costruzione di una rete, composta da operatori economici che hanno scelto di opporsi al racket delle estorsioni e da cittadini che sostengono questa scelta attraverso il consumo critico.

Memoria & Impegno: ricordando Mario D’Aleo, Giuseppe Bommarito e Pietro Morici

Il 13 giugno 1983, alle 20.30, in via Cristoforo Scobar a Palermo, un commando di Cosa nostra tese un agguato al capitano Mario D’Aleo, l’appuntato Giuseppe Bommarito e il carabiniere Pietro Morici. Non fecero in tempo a impugnare le armi, trovate poi ancora nelle fondine.

Oltre lo straordinario lavoro repressivo occorre rilanciare la prevenzione e la collaborazione

Quello che sta accadendo nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo non ha precedenti nella storia degli ultimi vent’anni della nostra città. Mentre la procura di Palermo e le forze di polizia della città ricostruiscono con incisività i fatti, occorrono risposte anche sul piano della prevenzione e dei servizi di pattugliamento del territorio.

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