Avrebbe continuato a comandare dal carcere di Rebibbia, non solo con lettere e pizzini, ma anche sfruttando le videochiamate con la sua famiglia che, alla fine, sarebbero diventate dei summit mafiosi. Salvatore Sorrentino, che sarebbe stato a capo del clan del Villaggio Santa Rosalia, avrebbe gestito anche vari affari, importando droga dalla Calabria e fiori dal Ragusano, da rivendere poi nei cimieri. Questo era venuto fuori dal blitz della guardia di finanza “Villaggio di famiglia”, messo a segno il 28 giugno dell’anno scorso, e che oggi ha portato a 15 condanne e 6 assoluzioni.
“Digli che va a prendere i soldi o finisce male”: condannati due esattori del pizzo alla Noce
Il gup Paolo Magro ha inflitto 6 anni e 8 mesi a Giuseppe Frangiamore e 7 anni e 8 mesi a Giovanni Montoro. I due avevano preso di mira due imprenditori edili, ma le vittime hanno denunciato tutto alla polizia con il supporto di Addiopizzo.



