PALERMO – Con il pizzo non si fanno i soldi, ma i boss mantengono il controllo del territorio. Le regole sono quelle di sempre. Si bussa alla porta di tutti gli operatori economici sulla base di una rigida spartizione geografica della città. Pagano in tanti, denunciano in pochissimi. I poliziotti della squadra mobile hanno intercettato Settimo D’Arpa e Mario Muratore, due dei diciotto arrestati del blitz coordinato dalla Direzione distrettuale
antimafia di Palermo, mentre in auto facevano il giro delle estorsioni. Parlavano del “carnezziere”, “del mobiliere”, di “quel cornutazzo del bar” a cui bisognava dire: “Mi devi dare il mensile… invece di chiedergli tipo tremila e tremila…” a Pasqua e Natale, giorni canonici per la riscossione delle estorsioni.
La rivolta di chi non paga. Due arresti dopo le denunce
Giuseppe Frangiamore e Rosario Montoro segnalati dalle vittime grazie all’intervento di Addiopizzo, che aveva fatto una campagna per incoraggiare la ribellione nel quartiere.



