Venti anni dopo il loro debutto, che ha cambiato la storia sociale e criminale di questa città, gli attacchini di Addiopizzo sono tornati in azione. Tappezzando con i loro adesivi, affilati come lame, i due assi principali dei quattro antichi mandamenti palermitani, ma anche la via La Lumia dei pub a tutto spiano o la via Amari del sogno Rambla abortito. Cosa vogliono dire esattamente? Chi deve rispondere (e soprattutto come deve rispondere) a quegli interrogativi stampigliati su muri, portoni e saracinesche che puzzano di fritto spesso stantio e alcol a basso costo? Perché non può certo essere un interrogativo reiterato e buttato lì senza senso. Non lo è affatto. Un senso ce l’ha eccome. Ed è bene che chi è deputato a rispondere si chiarisca presto le idee. La politica in primis. Ma anche, o a questo punto soprattutto, l’autorità giudiziaria.
Blitz antimafia tra Brancaccio e Sperone: “Il coraggio di chi ha denunciato con il sostegno di Addiopizzo”
La nota dell’associazione da sempre al fianco dei commercianti vittime del racket: “Sono storie di resistenza che dimostrano, ancora una volta, quanto sia fondamentale il contributo degli operatori economici.



