Il 29 agosto, nel giorno del trentacinquesimo anniversario della scomparsa di Libero Grassi, Addiopizzo e la Lega Navale Italiana hanno organizzato la decima edizione dell’iniziativa “Vela per l’inclusione sociale”.
La veleggiata su barche d’altura, tra cui Azimut, la barca a vela a due alberi di oltre 12 metri, sequestrata dalla Guardia di Finanza in seguito a una operazione di lotta all’immigrazione clandestina, ha coinvolto i giovani del quartieri Kalsa con i quali nel corso dell’anno operano gli educatori di Addiopizzo.
La veleggiata in questa edizione ha preso il via simbolicamente da Sferracavallo, grazie anche alla preziosa collaborazione del Circolo Velico Sferracavallo, in segno di solidarietà con la borgata oggetto di episodi di estorsivi e intimidatori.
L’iniziativa ha visto il coinvolgimento di 25 bambini e bambine, accompagnati dagli educatori di Addiopizzo e dai soci-armatori della Lega Navale. L’uscita in barca è parte di un lavoro più ampio e di una serie di attività e interventi di contrasto alla povertà educativa e a fenomeni di devianza che Addiopizzo svolge da tempo nel quartiere del centro storico di Palermo.
Non è infatti sufficiente accompagnare e supportare commercianti e imprenditori a denunciare intimidazioni ed estorsioni se non ci si fa carico di rimuovere le sacche di degrado urbano e sociale che contribuiscono ad alimentare fenomeni di devianza e di criminalità organizzata. In particolare dal 2015 nel quartiere Kalsa, dove è presente la sede di Addiopizzo, i volontari e gli operatori dell’Associazione operano per facilitare l’accesso a momenti e a spazi di socialità, oltre che a diritti fondamentali come quello all’istruzione, alla salute, alla casa e al lavoro.
Percorsi di supporto scolastico nella sede di Addiopizzo, visite mediche e momenti di inclusione sportiva nella palestra San Basilio messa a disposizione dall’istituto scolastico comprensivo “Rita Borsellino”, tesi a sottrarre da cattive strade chi vive piazza Magione.
Interventi di rigenerazione ed esplorazione urbana e attività di inclusione che sintetizzano il bisogno e il desiderio di cambiare prospettiva, di oltrepassare i confini di uno spazio che è gioia e orgoglio, ma che a volte può trasformarsi in un labirinto senza uscita per i giovani che alla Kalsa crescono e che in questo luogo si ritrovano a dover convivere con fenomeni di incuria e abbandono.




