Ci sono storie che seppure non siano note meritano di essere ricordate per il contributo significativo che è stato dato dai suoi protagonisti. Una di queste è quella di Carmelo Iannì che già diversi decenni fa, alla fine degli anni settanta, intraprese un percorso di crescita e sviluppo nell’industria alberghiera, scegliendo di investire in Sicilia. Tuttavia, non poteva immaginare che questa sua decisione avrebbe dovuto fare i conti con Cosa nostra e gli interessi dei mafiosi nel traffico degli stupefacenti.
Carmelo Iannì fornisce la sua collaborazione alla polizia che infiltra i suoi uomini nel suo albergo e dopo poco tempo vengono arrestati diversi mafiosi e il chimico francese André Busquet che raffinava eroina.
L’anniversario della morte di Carmelo Iannì oggi ci richiama a riflettere sulla vita di un imprenditore coraggioso il cui sogno di costruire un futuro nel settore turistico della Sicilia è stato tragicamente spezzato dagli interessi Cosa nostra.
La sua morte rappresenta un triste capitolo della lotta contro la mafia in Sicilia, un monito costante sull’importanza di preservare l’integrità nel perseguire i propri sogni: in questo anniversario, ricordiamo Carmelo Iannì non solo come vittima ma anche come simbolo di resistenza.
Oltre lo straordinario lavoro repressivo occorre rilanciare la prevenzione e la collaborazione
Quello che sta accadendo nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo non ha precedenti nella storia degli ultimi vent’anni della nostra città. Mentre la procura di Palermo e le forze di polizia della città ricostruiscono con incisività i fatti, occorrono risposte anche sul piano della prevenzione e dei servizi di pattugliamento del territorio.



