IN RICORDO DI MARIO FRANCESE, A 43 ANNI DALL’OMICIDIO

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26 Gennaio 2022

Il primo delitto eccellente della “nuova” Cosa nostra: il 26 gennaio 1979 veniva ucciso Mario Francese, cronista di nera del Giornale di Sicilia.

Mario Francese era uno dei giornalisti più capaci e apprezzati a Palermo. Dopo anni a La Sicilia di Catania e all’ufficio stampa della regione, era diventato una delle firme di punta del Giornale di Sicilia.
Aveva seguito tutti i più importanti fatti di cronaca giudiziaria, dalla strage di Viale Lazio ai processi di Bari e Catanzaro. Negli anni Settanta era stato il primo a capire che la mafia si stava “evolvendo”, cominciando a fare affari con la droga. Il primo a svelare l’ascesa e le mosse del Clan corleonese, all’epoca guidato dal latitante Luciano Liggio. Resta tutt’oggi memorabile la sua intervista a Ninetta Bagarella, sorella di Leoluca e, all’epoca, ancora fidanzata di Totò Riina.

Quella sera del 26 gennaio di 43 anni fa Mario Francese stava tornando a casa, dopo aver lasciato la redazione del Giornale di Sicilia. A pochi metri dalla sua abitazione, in viale Campania, Leoluca Bagarella spara dei colpi e lo uccide. Francese aveva appena 54 anni.
A sentire gli spari da casa c’era Giuseppe, il figlio più piccolo, che non supererà mai il trauma: anche lui giornalista, indagherà sul delitto di mafia del padre, raccogliendo materiale sufficiente a far riaprire (dopo vent’anni) il caso e a ottenere finalmente giustizia. Il processo si concluderà con la condanna di Totò Riina, Francesco Madonia, Leoluca Bagarella, Antonino Geraci, Pippo Calò, Michele Greco e Giuseppe Farinella. Ciononostante, nella notte tra il 2 e il 3 settembre 2002, Giuseppe Francese si toglierà la vita.

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