Dalle “donne siciliane per la lotta alla mafia” alle “ragazze del digiuno”: Il volto femminile dell’impegno

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8 Marzo 2022

Nella Giornata internazionale della donna un ricordo dei movimenti femminili che hanno caratterizzato la lotta alla mafia.

“Le donne in un mondo del lavoro in evoluzione: verso un pianeta 50-50 nel 2030”: il tema di quest’anno della Giornata internazionale della donna promosso da Onu Italia pone l’accento sul tema dell’uguaglianza di genere, sulla possibilità per le donne di incidere con le proprie scelte non solo sulla vita personale, ma anche su quella sociale e politica e sulla possibilità di accesso a formazione e apprendimento continuo.

VolantinoTematiche care a chi, già dagli anni Ottanta, si è schierata in Sicilia in opposizione al potere mafioso, alle difficoltà di un contesto maschilista e, all’indomani delle Stragi, si è esposta per scuotere le Istituzioni. È opportuno dunque ricordare che la prima associazione di massa contro la mafia è nata a Palermo, ed è al femminile: già nel 1980 alcune donne palermitane lanciavano una raccolta firme da presentare al Governo con la quale si chiedevano provvedimenti per contrastare il potere e la violenza mafiosi. Oltre 30.000 firme spinsero quello stesso nucleo a costituirsi “Comitato delle donne contro la mafia” e divenire poi “Associazione donne siciliane per la lotta contro la mafia”.

Un gruppo eterogeneo formato da “donne vittime della mafia” ma anche attiviste con precedenti esperienze nella politica e nell’associazionismo. Tra le iniziative promosse c’erano l’organizzazione di dibattiti e manifestazioni— tra le più significative si ricorda quella del 1988, che vide la partecipazione di migliaia di donne siciliane, calabresi e campane e dell’allora Presidente della Camera Nilde Iotti— ma soprattutto l’assistenza alle donne che, negli anni delle stragi di mafia, si costituivano parte civile nei processi.

Altra esperienza significativa che vogliamo ricordare è quella delle “Donne del digiuno”, che a seguito della reazione popolare e del risentimento che la società civile aveva dimostrato nei confronti delle Istituzioni, scendeva in piazza il 23 luglio 1992 organizzando un presidio che si sarebbe protratto per due mesi, uno dei quali trascorso digiunando, che nella torrida estate palermitana riscontrò inaspettatamente partecipazione e supporto. Un movimento legato anche all’Associazione Mezzocielo, nata un anno prima, tuttora attiva con la pubblicazione della rivista  che tra le sue fila ha visto Simona MafaiRosanna Pirajno, Letizia Battaglia, Daniela Dioguardi promotrice delle “Donne del Digiuno” e Marta Cimino che lanciò “Il comitato dei Lenzuoli”.

Storie di impegno alle quali si collegano inevitabilmente anche alle testimonianze e alle storie di donne che hanno rischiato e talvolta perso la propria vita, per opporsi al sistema di disvalori mafioso, da Felicia Bartolotta Impastato e Pina Maisano Grassi a Rita Atria e Lea Garofalo, tanti gli esempi di contrasto e coraggio, molte tuttavia le vittime dell’isolamento e del mancato supporto, cui oggi siamo chiamate e chiamati rispetto al mantenimento della giusta soglia di attenzione su questi e altri temi tristemente attuali.

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