SENTENZA ALASTRA: LA LIBERAZIONE DELLE VITTIME CON L’AIUTO DI ADDIOPIZZO

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16 Febbraio 2022

Oggi è stata emessa la sentenza di primo grado del processo Alastra in cui sono stati condannati molti degli imputati per i reati di associazione mafiosa, estorsione, lesione e stalking e dove sono state risarciti alcuni operatori economici costituiti parte civile, tra cui i titolari di un ristorante di Finale di Pollina, supportati dalla nostra Associazione e dagli avvocati Salvatore Caradonna e Maurizio Gemelli.

Questa sentenza scandisce la tappa di un percorso sociale difficile, che nel corso di questi anni ci ha visti impegnati nel territorio della provincia di Palermo (da Altofonte a Corleone, da Monreale a San Giuseppe Jato, da Bagheria a Trabia passando per Termini Imerese e Cefalù) dove abbiamo supportato decine di commercianti e imprenditori che dopo essersi liberati dalle estorsioni continuano a operare sul territorio dove hanno sempre vissuto.

Anche se per molti anni le infiltrazioni e i condizionamenti di Cosa nostra sono risultati gravi sul tessuto sociale ed economico della provincia e del mandamento mafioso di San Mauro Castelverde, le indagini e il processo Alastra rappresentano gli ultimi in ordine di tempo che registrano dei significativi segnali di resistenza da parte di diversi operatori economici che dimostrano come rispetto al passato si possa compiere la scelta di denunciare.

Per tale ragione continuiamo a operare nelle aree anche più periferiche del palermitano (dove la mafia ha storicamente mantenuto forte e saldo il controllo del territorio, forse più di quanto riesca a fare ormai da tempo in città) per contribuire a creare un’alternativa per chi ancora oggi non ha maturato quella forza e quella fiducia per liberarsi dal fardello delle estorsioni.

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