In tre – anzi, probabilmente in quattro, dato che uno degli indagati è nel frattempo è morto – hanno imposto il pizzo a Misilmeri, esercitato il loro potere mafioso sul territorio, tenuto i collegamenti con le famiglie mafiose di città e provincia. Ieri, per loro, è arrivata la condanna: 13 anni e 4 mesi per Cosimo, detto Michele, Sciarabba, considerato il capo della cosca di Misilmeri; 12 anni e 4 mesi per Alessandro Ravesi, il braccio destro del capo; 11 anni e 8 mesi per Salvatore Baimonte, il mediatore e organizzatore di incontri e braccio operativi delle estorsioni.
“Digli che va a prendere i soldi o finisce male”: condannati due esattori del pizzo alla Noce
Il gup Paolo Magro ha inflitto 6 anni e 8 mesi a Giuseppe Frangiamore e 7 anni e 8 mesi a Giovanni Montoro. I due avevano preso di mira due imprenditori edili, ma le vittime hanno denunciato tutto alla polizia con il supporto di Addiopizzo.



