Arnaldo La Barbera il super poliziotto tra servizi segreti e sospetti di mafia

da

17 Novembre 2023

la Repubblica Palermo

Era il superpoliziotto di Palermo, il capo della squadra mobile che fra il 1988 e il 1994 arrestò decine di latitanti e mafiosi. Quando morì, nel 2002, stroncato da un tumore, in questura la sua foto fu messa accanto alle immagini degli investigatori uccisi dalla mafia. Tanto era un mito per i poliziotti di Palermo, giovani e vecchi. Oggi, invece, Arnaldo La Barbera è l’uomo dei misteri. I magistrati di Caltanissetta lo ritengono il gran regista dell’operazione che trasformò un balordo di borgata come Vincenzo Scarantino in un provetto Buscetta. Ma perché costruire quello che è stato definito il più grande depistaggio della storia d’Italia? Perché era colluso con la mafia, hanno sostenuto i pubblici ministeri di Caltanissetta che ora – dopo il racconto di un supertestimone – cercano l’agenda rossa a casa dei familiari dell’investigatore, con delle perquisizioni fatte dal Ros nelle abitazioni della moglie e di una delle figlie

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A seguito della revisione delle circa 480 candidature pervenute, pubblichiamo le graduatorie degli aspiranti volontari per i progetti della rete “Il Gonzaga, con i Giovani, in Sicilia” (ente titolare Istituto Gonzaga – Centro Educativo Ignaziano – SU00069).

Un anno di supporto scolastico con i giovani della Kalsa

Si è concluso in questi giorni, con un momento di ascolto e restituzione, il percorso di supporto scolastico che Addiopizzo porta avanti nel quartiere Kalsa. Un’attività che, oltre a favorire l’apprendimento, punta a costruire un’alternativa duratura e strutturale alla cultura mafiosa.

La forza della rete contro le estorsioni

L’isolamento è una delle armi più efficaci delle organizzazioni mafiose. Per questo insistiamo da sempre sulla costruzione di una rete, composta da operatori economici che hanno scelto di opporsi al racket delle estorsioni e da cittadini che sostengono questa scelta attraverso il consumo critico.

Memoria & Impegno: ricordando Mario D’Aleo, Giuseppe Bommarito e Pietro Morici

Il 13 giugno 1983, alle 20.30, in via Cristoforo Scobar a Palermo, un commando di Cosa nostra tese un agguato al capitano Mario D’Aleo, l’appuntato Giuseppe Bommarito e il carabiniere Pietro Morici. Non fecero in tempo a impugnare le armi, trovate poi ancora nelle fondine.

Oltre lo straordinario lavoro repressivo occorre rilanciare la prevenzione e la collaborazione

Quello che sta accadendo nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo non ha precedenti nella storia degli ultimi vent’anni della nostra città. Mentre la procura di Palermo e le forze di polizia della città ricostruiscono con incisività i fatti, occorrono risposte anche sul piano della prevenzione e dei servizi di pattugliamento del territorio.

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