Il comitato addiopizzo e la Fai sono a fianco della famiglia Guajana ed esprimono la loro solidarietà nei confronti dell’imprenditore e di tutti i dipendenti dell’azienda vittima, verosimilmente, di una grave atto di violenza la notte scorsa. L’impresa è una delle 200 che hanno aderito alla lista di consumo critico anti-pizzo.rnrnL’episodio evidenzia come ancora sia bassa la soglia di attenzione sul fenomeno e quanto i commercianti di Palermo necessitano di tutela da parte delle istituzioni. Ogni componente della società deve impegnarsi a garantire all’imprenditore tutto l’apporto utile alla ripresa dell’attività. In particolare il Comitato Addiopizzo si mette a disposizione degli organi inquirenti per fornire tutti gli elementi di cui è a conoscenza e che possano essere utili per l’accertamento dei fatti e per l’individuazione dei responsabili.rnrnMa le istituzioni dovranno ora più che mai far sentire la loro presenza, la loro solidarietà al commerciante e a tutti gli esercenti di Palermo che non possono vivere nel continuo ricatto mafioso, che non possono occludersi così il loro diritto alla libertà d’impresa.rnrnPer questo lanciamo un appello a tutto il mondo istituzionale cittadino e all’associazionismo imprenditoriale palermitano per consentire all’imprenditore di tornare a lavorare al più presto, con tutti i suoi dipendenti e continuare a sviluppare la propria attività come dovrebbe essere normale in una economia sana.rnrnL’episodio non scalfisce la voglia e la volontà del comitato che continuerà a lavorare come ha sempre fatto, accanto agli imprenditori che ci accompagnano in questa strada, difficile, ma che continuiamo a percorrere grazie al grande sostegno dei cittadini palermitani, dei 9.000 consumatori a sostegno della campagna "Contro il pizzo cambia i consumi", dei 200 imprenditori della lista di Consumo critico
“La Fattoria di Gabri” entra nella rete di consumo critico antiracket “Pago chi non paga”
Nel 2023 l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia affida alla cooperativa sociale Sicilia Bedda un’area incolta da reinventare. Nasce così “La fattoria di Gabri”, un luogo in cui gli animali non sono “scenografia”, ma protagonisti di un progetto educativo e di inclusione.


