<p>Ieri nella parrocchia di San Basilio Magno, in corso Calatafimi, non è stato possibile svolgere il terzo incontro del ciclo di seminari "Il vangelo contro la mafia", promosso dalle associazioni Contrariamente, Quarta Parete e Azione cattolica. Ad aspettare di fronte ai cancelli chiusi della parrocchia c’erano anche l’imprenditore della lista di "Consumo critico" antipizzo, Rodolfo Guajana, una persona in rappresentanza del comitato e il delegato di Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria. Ancora oggi non sono chiare le motivazioni che hanno indotto il parroco ad annullare, senza alcun preavviso, l’appuntamento.</p>rn<p>Auspichiamo che la parrocchia e la Curia possano quanto prima ricondurre le motivazioni a meri problemi organizzativi e non a una preoccupante e premeditata censura. Nella lotta al pizzo e alla mafia, infatti, il ruolo della chiesa, e in particolare di tutte le parrocchie del territorio, è decisivo per ravvivare le coscienze dei fedeli e compiere un ulteriore passo in avanti nella liberazione del male che affligge la nostra terra.</p>rn<p>In base a quanto detto, nella speranza che tutto sia risolto positivamente in tempi brevi, smentiamo la nostra partecipazione a ogni protesta organizzata sul tema.</p>
Mafia nel mandamento di Porta Nuova, il coraggio dell’unica vittima denunciante sostenuta da Addiopizzo
A poco più di un anno dal maxi blitz che aveva portato a 181 arresti, si chiude uno dei processi a 16 imputati del mandamento mafioso di Porta Nuova. L’unico imprenditore che aveva denunciato con il sostegno di Addiopizzo, era costituito parte civile assieme all’Associazione.


