Pizzo a tappeto, ma anche danneggiamenti, minacce, furti e intestazione fittizia di beni, sono alcune delle accuse contestate dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dai sostituti Bruno Brucoli ed Eugenio Faletra a 21 tra presunti boss e gregari delle famiglie mafiose di Trabia, Altavilla Milicia, Caccamo e Termini Imerese e che oggi ha portato alla condanna di 16 di loro. Gli imputati furono quasi tutti arrestati con un’operazione dei carabinieri il 4 marzo dell’anno scorso.
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