Pizzo a tappeto, ma anche danneggiamenti, minacce, furti e intestazione fittizia di beni, sono alcune delle accuse contestate dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dai sostituti Bruno Brucoli ed Eugenio Faletra a 21 tra presunti boss e gregari delle famiglie mafiose di Trabia, Altavilla Milicia, Caccamo e Termini Imerese e che oggi ha portato alla condanna di 16 di loro. Gli imputati furono quasi tutti arrestati con un’operazione dei carabinieri il 4 marzo dell’anno scorso.
Ciminna, denunciò il racket. Condannati due estortori
Si è concluso con 8 anni di carcere per Filippo Cimilluca e 6 per Vito Pampinella il processo nato dalle dichiarazioni del gestore di un bar, che pagò per paura.



