Il Comitato Addiopizzo ha inviato ai cinque candidati a sindaco di Palermo <b>una proposta per un’organica e costante azione di contrasto all’organizzazione mafiosa e a favore di politiche di legalità e sviluppo</b>.rn<br><br>rnIl documento prevede l’inserimento nei bandi di gara e nei contratti di clausole "antiracket", la lotta all’abusivismo, la costituzione di parte civile del Comune in tutti i processi che riguardano mafia ed estorsioni, la concessione di spazi per fiere periodiche del consumo critico anti-pizzo e, su proposta del Centro Siciliano di Documentazione "Peppino Impastato", la concessione di spazi per la realizzazione di un Museo cittadino della memoria, dell’impegno e della lotta alla mafia.rn<br><br>rnI candidati sono chiamati alla sottoscrizione pubblica della proposta, con l’impegno di realizzarla qualora eletti, il prossimo venerdì 27 aprile, alle 10, presso i locali della facoltà di Giurisprudenza (aula Chiazzese) dell’Università di Palermo.
Oltre lo straordinario lavoro repressivo occorre rilanciare la prevenzione e la collaborazione
Quello che sta accadendo nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo non ha precedenti nella storia degli ultimi vent’anni della nostra città. Mentre la procura di Palermo e le forze di polizia della città ricostruiscono con incisività i fatti, occorrono risposte anche sul piano della prevenzione e dei servizi di pattugliamento del territorio.


