Avrebbe continuato a comandare dal carcere di Rebibbia, non solo con lettere e pizzini, ma anche sfruttando le videochiamate con la sua famiglia che, alla fine, sarebbero diventate dei summit mafiosi. Salvatore Sorrentino, che sarebbe stato a capo del clan del Villaggio Santa Rosalia, avrebbe gestito anche vari affari, importando droga dalla Calabria e fiori dal Ragusano, da rivendere poi nei cimieri. Questo era venuto fuori dal blitz della guardia di finanza “Villaggio di famiglia”, messo a segno il 28 giugno dell’anno scorso, e che oggi ha portato a 15 condanne e 6 assoluzioni.
Ciminna, denunciò il racket. Condannati due estortori
Si è concluso con 8 anni di carcere per Filippo Cimilluca e 6 per Vito Pampinella il processo nato dalle dichiarazioni del gestore di un bar, che pagò per paura.



