I summit e le lettere di Messina Denaro “L’attentato a Di Matteo si deve fare”

da

26 Novembre 2014

Fonte: Livesicilia.it

Vito Galatolo, boss dell’Acquasanta e aspirante pentito, racconta che il latitante voleva la morte del magistrato di Palermo. E spedì due lettere, forse obbedendo ad ordini superiori ed esterni a Cosa nostra. Spunta l’ipotesi che qualcuno si sia spacciato per il padrino di Castelvetrano per convincere quattro boss palermitani a riaprire la stagione delle stragi.

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