Escluse per tardività della richiesta. Si può riassumere così la motivazione del giudice Stefania Brambille, che non ha ammesso come parti civili, al processo che vede imputati trentuno commercianti accusati di favoreggiamento per avere negato di pagare il pizzo alla mafia di Brancaccio, il Comune, Confcommercio, il Centro Pio La Torre e la Fondazione Caponnetto. Un colpo per il mondo dell’antimafia, che fa seguito alle polemiche nate lo scorso marzo, quando il Comune e Confcommercio non si presentarono all’udienza preliminare. In quell’occasione solo Addiopizzo, per lo sportello di solidarietà che esso gestisce, costituì parte civile. Il sindaco Lagalla motivò l’assenza dicendo che «i nostri uffici non hanno ricevuto nulla, non essendo contestata l’aggravante mafiosa».
La rivolta di chi non paga. Due arresti dopo le denunce
Giuseppe Frangiamore e Rosario Montoro segnalati dalle vittime grazie all’intervento di Addiopizzo, che aveva fatto una campagna per incoraggiare la ribellione nel quartiere.



