Catania, la festa di Sant’Agata, il vescovo: «Studiare libera dalla mafia e dagli sfruttatori»

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4 Febbraio 2024

Giornale di Sicilia

«Cosa dai a tuo figlio? Lo studio? Allora sarà libero un domani, perché non dovrà piegarsi né a un imprenditore che lo sfrutta dandogli un salario di fame, né alla mafia che recluta i ragazzi più fragili per renderli uomini che non avranno mai un futuro dignitoso. Sarà libero di votare con la sua testa e di partecipare alla vita democratica senza ricatti. Cosa dai a tuo figlio? Una pistola che lo faccia sentire onnipotente? Le armi esibite o date ai figli sono il peggior insegnamento che si possa dare, perché con le armi si uccide e anche se ci si diverte lo si fa in una maniera non appropriata la morte». Lo ha detto l’arcivescovo metropolita di Catania, Luigi Renna, nell’omelia pronunciata in Cattedrale per la Messa dell’Aurora in onore della Patrona della città, Sant’Agata.

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A seguito della revisione delle circa 480 candidature pervenute, pubblichiamo le graduatorie degli aspiranti volontari per i progetti della rete “Il Gonzaga, con i Giovani, in Sicilia” (ente titolare Istituto Gonzaga – Centro Educativo Ignaziano – SU00069).

Un anno di supporto scolastico con i giovani della Kalsa

Si è concluso in questi giorni, con un momento di ascolto e restituzione, il percorso di supporto scolastico che Addiopizzo porta avanti nel quartiere Kalsa. Un’attività che, oltre a favorire l’apprendimento, punta a costruire un’alternativa duratura e strutturale alla cultura mafiosa.

La forza della rete contro le estorsioni

L’isolamento è una delle armi più efficaci delle organizzazioni mafiose. Per questo insistiamo da sempre sulla costruzione di una rete, composta da operatori economici che hanno scelto di opporsi al racket delle estorsioni e da cittadini che sostengono questa scelta attraverso il consumo critico.

Memoria & Impegno: ricordando Mario D’Aleo, Giuseppe Bommarito e Pietro Morici

Il 13 giugno 1983, alle 20.30, in via Cristoforo Scobar a Palermo, un commando di Cosa nostra tese un agguato al capitano Mario D’Aleo, l’appuntato Giuseppe Bommarito e il carabiniere Pietro Morici. Non fecero in tempo a impugnare le armi, trovate poi ancora nelle fondine.

Oltre lo straordinario lavoro repressivo occorre rilanciare la prevenzione e la collaborazione

Quello che sta accadendo nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo non ha precedenti nella storia degli ultimi vent’anni della nostra città. Mentre la procura di Palermo e le forze di polizia della città ricostruiscono con incisività i fatti, occorrono risposte anche sul piano della prevenzione e dei servizi di pattugliamento del territorio.

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