Lunedì 9 febbraio 2026 la sede di Addiopizzo, in via Lincoln 131, si è trasformata per un intero pomeriggio in uno laboratorio di ascolto, scoperta e confronto sul tema “Web, social e intelligenza artificiale: opportunità e rischi nei contesti di povertà educativa”, nell’ambito del progetto “A scuola con l’IA – Kids Leadership Academy”, che ha messo al centro bambine, bambini e comunità.
Il primo momento, dalle 15:00 alle 17:00, è stato interamente dedicato ai più piccoli. Le bambine e i bambini del quartiere, che Addiopizzo accompagna durante l’anno in percorsi di inclusione e contrasto alle povertà educative ed economiche, hanno preso parte a un laboratorio sull’intelligenza artificiale pensato per acquisire consapevolezza e responsabilità nell’uso degli strumenti digitali.
Si è iniziato da una domanda semplice e fondamentale: che cos’è l’intelligenza? Poi, passo dopo passo, si è arrivati a parlare di intelligenza artificiale: che cos’è, come funziona, a cosa serve. Si è parlato anche di macchine e robot, chiarendo differenze e fraintendimenti, e riportando la tecnologia alla sua dimensione reale: uno strumento costruito dall’uomo, che deve essere compreso e governato a partire dalla conoscenza dei suoi limiti e delle opportunità che offre.
Da qui è nata la parte più creativa del laboratorio. Ogni bambino e ogni bambina ha immaginato e “progettato” il proprio robot, scegliendone il nome, le funzioni e l’aspetto fisico. Robot pensati per aiutare, proteggere, prendersi cura, risolvere problemi: piccoli esercizi di immaginazione che raccontano desideri, bisogni e visioni del mondo.
Attraverso la sperimentazione di due strumenti di Google, bambine e bambini hanno potuto vedere con i propri occhi come funziona davvero l’intelligenza artificiale. Con Quick, Draw!, un gioco basato sull’IA che è in grado di riconoscere disegni fatti a mano, i bambini hanno scoperto come le macchine “imparano” osservando migliaia di esempi. Con Teachable Machine, invece, hanno potuto addestrare in prima persona un modello di intelligenza artificiale a riconoscere immagini, suoni o movimenti, comprendendo in modo diretto che dietro ogni tecnologia ci sono dati, scelte e responsabilità umane.
Alle 17:00 la giornata è proseguita con il secondo momento: un dibattito pubblico aperto alla comunità, dedicato alle opportunità e ai rischi del web, dei social network e dell’intelligenza artificiale nei contesti segnati da povertà educativa. Il confronto, moderato da Laura Nocilla, socia fondatrice di Addiopizzo, ha messo in dialogo mondi diversi – istituzioni, scuola, terzo settore, imprese – attorno a una consapevolezza comune: oggi il contrasto alle disuguaglianze passa anche, e sempre di più, dalla cittadinanza digitale.
Sono intervenuti Massimo Russo, magistrato, Sergio Ciresi, direttore della Caritas Diocesana di Palermo, Martina Colasante, Government Affairs & Public Policy Manager di Google, Noemi Di Franco, educatrice di Addiopizzo, Mara Marzocchi, co-founder di Codemotion, Marco Scialdone, direttore del Consumer Empowerment Project, e Lucia Sorce, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Rita Borsellino”.
Nel corso degli interventi è emerso con forza come il divario digitale rischi di diventare una nuova, silenziosa forma di esclusione nei territori attraversati da fragilità economiche e sociali. Ma è emersa anche un’altra verità: educare all’uso consapevole della tecnologia significa offrire ai più giovani strumenti di libertà, capacità di scelta, possibilità di immaginare il futuro.
Una giornata intensa, attraversata da curiosità e ascolto reciproco, che ha ribadito ancora una volta quanto l’educazione – anche digitale – possa essere un atto profondamente civico e trasformativo.



