A trentacinque anni dalla lettera al “Caro estorsore” di Libero Grassi.
Le estorsioni a Palermo: chi paga e perché?
Il 10 gennaio 1991 Libero Grassi denunciava sulla prima pagina del Giornale di Sicilia i suoi aguzzini con la lettera al “Caro estortore”. A 35 anni da quella vicenda storica, anche se c’è chi continua a pagare le estorsioni, la scelta di denunciare oggi non solo è possibile ma non ha nemmeno bisogno del clamore mediatico a cui fu costretto Libero Grassi.
In occasione dell’anniversario, il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali (DEMS), Addiopizzo e la Società scientifica Italiana degli Studi su Mafie e Antimafia (SISMA) promuovono per sabato 10 gennaio, alle ore 10:30, un momento di analisi, confronto e riflessione sul fenomeno estorsivo a Palermo.
Chi, perché e in quanti oggi pagano le estorsioni? Sono alcuni dei temi e delle domande su cui ci si interrogherà nell’Aula Borsellino della sede del Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università degli Studi di Palermo (Via Maqueda 324).
A trentacinque anni dalla lettera al “Caro estorsore” di Libero Grassi.
Le estorsioni a Palermo: chi paga e perché?

Saluti:
Costantino Visconti
Direttore Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni InternazionaliRaffaele Genova
Presidente Addiopizzo
Modera:
Marco Romano
Direttore Giornale di Sicilia
Ne parlano con:
Rocco Sciarrone
Professore di Sociologia delle mafie – Università di Torino e autore del libro “Prima lezione di sociologia delle mafie”Daniele Marannano
AddiopizzoMaurizio de Lucia
Procuratore della Repubblica di PalermoMaria Grazia Nicolò
Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura



