Oggi a Messina, a soli sei mesi dalla data dell’arresto dell’estorsore Antonino Giordano, denunciato da un imprenditore edile di Palermo, è giunta rapidissima la condanna a sei anni con il rito abbreviato.rnOltre all’imprenditore si erano costituite parte civile al processo le associazioni Libero Futuro e la FAI.rnUn processo "brevissimo" grazie anche alla determinazione dell’imprenditore e al lavoro preciso delrnnucleo investigativo dei Carabinieri di Messina.rnLibero Futuro e Addiopizzo da Palermo, l’ASAM di Messina e la FAI (federazione antiracket italiana) hanno accompagnato alla denuncia l’imprenditore, stabilendo un rapporto di collaborazione con gli investigatori che ha portato al quasi immediato arresto dell’estorsore.rnUn’operazione esemplare per una sentenza fulminea e pesante che dovrebbe incitare i commercianti e gli imprenditori che ancora pagano il pizzo a rivolgersi alle associazioni antiracket della FAI ed affidarsi alla professionalità degli investigatori per uscire definitivamente dal vortice delle vessazioni mafiose.rnA quanti sostengono che in certe zone della Sicilia il pizzo non è poi tanto diffuso, suggeriamo di prestare maggiore attenzione e di non minimizzare un fenomeno che purtroppo è molto diffuso e che si può debellare soltanto con le denunce degli imprenditori e la repressione da parte dello Stato.rnInvitiamo tutti gli imprenditori siciliani che ancora pagano a ribellarsi, a coordinarsi e ad adottare come metodo la DENUNCIA COLLETTIVA.
Adesso il momento è più che mai favorevole per scrollarsi definitivamente di dosso le estorsioni
Il mandamento mafioso San Lorenzo è stato ancora una volta colpito dall’azione di magistrati e carabinieri. Il momento è favorevole per scrollarsi definitivamente di dosso il peso delle estorsioni, se – e solo se – imprenditori ed esercenti matureranno la consapevolezza che la liberazione può essere davvero a portata di mano.


