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In occasione della presentazione del nuovo gruppo di collaboratori del Servizio Civile Nazionale, Addiopizzo annuncia la prima attività che verrà portata avanti grazie al loro contributo. Si tratta della campagna “Desiderio di verità”.
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In occasione della presentazione del nuovo gruppo di collaboratori del Servizio Civile Nazionale, Addiopizzo annuncia la prima attività che verrà portata avanti grazie al loro contributo. Si tratta della campagna “Desiderio di verità”.
A poche settimane dall’apertura del processo scaturito dalla recente operazione che ha interessato il mandamento...
In una città dove la povertà educativa priva troppi giovani di spazi e possibilità, il calcio popolare che promuoviamo da oltre dieci anni con i ragazzi della Kalsa è un modo per creare luoghi e momenti di socialità.
Riteniamo che la riforma sulle modalità di individuazione dei membri dei nuovi organi di autogoverno della magistratura rappresenti una rinuncia alla qualità del consenso, uno dei cardini di una democrazia sana. Ne discutiamo il 24 febbraio presso la sede di Addiopizzo.
Nell’ambito del progetto “Direzione Futuro”, Addiopizzo ricerca quattro giovani per il Servizio Civile Universale, di età compresa tra i 18 e i 29 anni non ancora compiuti.
Il 6 marzo 2026, la sede di Addiopizzo, bene confiscato alla mafia in Via Lincoln 131, ha ospitato una classe terza del liceo scientifico “Ernesto Basile” di Brancaccio (Palermo). L’incontro rientra nella mobilitazione “109 piazze per la Legge 109” promossa da Libera.
Il 27 febbraio 1985 venne assassinato all’età di 47 anni Pietro Patti, imprenditore di Brancaccio attivo nel settore della lavorazione e della distribuzione della frutta secca. Aveva detto “no” ai ricatti di Cosa nostra.
Giuseppe Frangiamore e Rosario Montoro segnalati dalle vittime grazie all’intervento di Addiopizzo, che aveva fatto una campagna per incoraggiare la ribellione nel quartiere.
Alla Noce, nel cuore di Palermo, gli esattori di Cosa Nostra sono tornati a farsi avanti con metodi parecchio sbrigativi. “Paga 1500 euro a Natale e 1500 euro a Pasqua, altrimenti finisce male”.
Avrebbero cercato di estorcere denaro a tre imprenditori, in un caso con l’utilizzo di un bidone pieno di benzina lanciato vicino a una delle attività, facendo leva sui loro presunti legami con la mafia.