Da una piccola torrefazione di paese a un negozio che racconta la Sicilia attraverso i suoi prodotti, i suoi artigiani e le sue storie. È il percorso di Cocciu d’Amuri, l’attività che Roberta Lepore e la madre Lucia portano avanti in via Di Maggio 21 a Isola delle Femmine con un’idea precisa: valorizzare le eccellenze locali e offrire ai visitatori un’immagine autentica del territorio.
Nel 2020 Roberta decide di raccogliere un’eredità di famiglia e trasformarla in qualcosa di nuovo. Quando il fratello, che aveva avviato il laboratorio qualche anno prima, vince un concorso, la chiusura sembra inevitabile. «Io però non me la sono sentita», racconta Roberta. «In quegli anni avevamo costruito un rapporto con i clienti e mi dispiaceva interromperlo». Così, insieme alla madre, decide di rilevare l’attività e darle una nuova identità.
Accanto alla vendita del caffè arrivano prodotti gastronomici, vini, liquori, ceramiche, souvenir e oggetti realizzati esclusivamente da artigiani e aziende locali. L’idea nasce anche dalla constatazione che a Isola delle Femmine mancava uno spazio dedicato alle eccellenze siciliane, che potesse offrire ai visitatori qualcosa che racconti davvero il territorio, evitando i prodotti standardizzati e privilegiando piccole produzioni locali. Inoltre Cocciu d’Amuri collabora con laboratori che hanno anche una vocazione sociale e ospita, quando possibile, le opere di artisti del luogo, mettendo gratuitamente a disposizione lo spazio per l’esposizione e la vendita.
Il negozio è piccolo, quasi un bazar, ma ogni angolo è stato ripensato per trasmettere cura e accoglienza. «Chi ha un’attività deve offrire un bel biglietto da visita», dice Roberta, convinta che anche piccoli gesti possano contribuire a migliorare l’immagine di un luogo.
Fare impresa, però, non è sempre semplice. Il turismo è fortemente stagionale e, in alcuni anni, il calo delle presenze si è fatto sentire. A questo si aggiungono le difficoltà legate alla posizione del negozio, in una zona dove non sono mancati episodi di microcriminalità e tentativi di furto. «Ma non mi sono mai lasciata scoraggiare». È anche da questa esperienza che nasce l’avvicinamento ad Addiopizzo. Figlia di un carabiniere impegnato per anni nel servizio di scorta a Palermo, Roberta è cresciuta con un forte senso della legalità. Le recenti richieste estorsive registrate sul territorio hanno rafforzato la convinzione che un commerciante debba esporsi in prima persona. «Ho un’attività e penso sia giusto dare l’esempio».
Cocciu d’Amuri vuole dimostrare che, con semplicità, anche un piccolo esercizio commerciale può contribuire a cambiare le cose e a costruire una rete fatta di fiducia, relazioni sane e partecipazione.
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