
Perché sostenere la ricerca e l’assistenza significa stare accanto a chi lotta.
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![Borsellino_FB[1]](https://addiopizzo.org/wp-content/uploads/2025/03/Borsellino_FB1-e1741604909302.png)

Si è concluso, in primo grado, il processo sulle estorsioni nel quartiere Noce. Addiopizzo era costituita parte civile insieme ad un imprenditore edile e al suo operaio che, con l’ausilio dell’associazione, si sono opposti ai tentativi di estorsione.
Alla foce dell’Oreto, sulla costa sud di Palermo, l’ex deposito locomotive di Sant’Erasmo ospita l’Ecomuseo Mare Memoria Viva e, al suo interno, LIDO, il bistrot che ha appena aderito alla rete di imprese “pizzo free” di Addiopizzo.
È ripresa questa settimana, dopo la pausa estiva, l’attività di supporto scolastico che Addiopizzo fornisce...
Per i prossimi dodici mesi presteranno servizio nella nostra sede di via Lincoln 131. Abbiamo chiesto a ciascuna di loro di raccontarci qualcosa di sé e del motivo per cui ha scelto di svolgere il servizio civile in Addiopizzo.
Il 15 settembre 1993 la mafia uccideva don Pino Puglisi. Aveva compreso che per scardinare il potere mafioso occorreva puntare sull’educazione dei più giovani e offrire loro delle alternative alla criminalità.
Riceviamo dallo Sportello di Solidarietà e diffondiamo un appuntamento di consumo critico antiracket in programma venerdì 18 settembre, dalle 19.30, presso Alerik Beach, in via Piano Gallo a Mondello.
Il titolare di un locale di Mondello ha versato 3000 euro in due tranche. Le associazioni antiracket: “Ora anche altri parlino”
Si sono presentati per richiedere soldi. Non solo bottigliette di benzina lasciate davanti alle attività commerciali – i casi sono molti di più di quelli denunciati o scoperti negli ultimi mesi a Palermo – ma anche visite in carne o ossa degli uomini del pizzo
Da Sferracavallo a Capaci, blitz nella notte degli attivisti antimafia al fianco dei commercianti. “Giù il muro della paura”