“LIDO – Bar e Cucina Costiera” entra nella rete di consumo critico antiracket “Pago chi non paga”

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10 Ottobre 2026

Alla foce del fiume Oreto, sulla costa sud di Palermo, l’ex deposito locomotive di Sant’Erasmo ospita l’Ecomuseo Mare Memoria Viva e, al suo interno, LIDO – Bar e Cucina Costiera, il bistrot che ha appena aderito alla rete di imprese “pizzo free” di Addiopizzo.

LIDO ha aperto nell’ottobre del 2025, rispondendo a una richiesta che da anni arrivava da chi frequentava l’ecomuseo e desiderava un luogo di ristoro dentro quello spazio. Si tratta di un’impresa sociale, di cui l’associazione Mare Memoria Viva è proprietaria, che si impegna per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e reinveste il ricavato nell’attività stessa.

«Ogni tanto ci penso e mi dico: ma non dovrebbero essere tutte “sociali” le imprese? Porsi cioè come soggetti attivi nei territori, avere una dimensione civica, prendersi cura», racconta Cristina Alga, presidente di LIDO. 

L’idea non era aprire un ristorante come tanti, ma un luogo che dialogasse con il luogo che lo ospita. L’Ecomuseo Mare Memoria Viva, nato nel 2014 da un progetto di riqualificazione urbana con l’obiettivo di valorizzare quel tratto di costa, è un museo comunitario che racconta la storia del litorale palermitano a partire dalle memorie e dalle testimonianze donate dagli abitanti dei quartieri sul mare. Accanto al percorso espositivo, propone attività educative e una proposta di eventi culturali aperta alla città. A novembre, per esempio, ospiterà la quarta edizione della Scuola di Immaginazione Ecologica, un laboratorio per navigare il presente e la crisi climatica, tra sapere scientifico, pratiche artistiche e pensiero ecologico.

Il legame di LIDO con l’ecomuseo passa prima di tutto dalla cucina e dalla socialità. Grazie al bistrot l’ecomuseo si popola anche la sera e diventa un luogo in cui cenare, stare in compagnia, festeggiare un compleanno. L’idea di una “cucina costiera” nasce proprio per collegare il lavoro gastronomico del bistrot a quello che l’ecomuseo porta avanti sul paesaggio della costa, e si traduce in un menù che cambia con le stagioni, prestando attenzione alle filiere etiche. LIDO ha inoltre un proprio palinsesto di attività, pensato in continuità con la programmazione culturale dell’ecomuseo. 

L’impegno verso il quartiere si traduce anche in scelte molto pratiche. LIDO e l’ecomuseo fanno parte di una comunità energetica sostenuta da EDISON Energia e Fondazione EOS, che utilizza a finalità sociali il plafond ricavato dall’immissione in rete dell’energia solare. Inoltre, la scorsa estate i suoi spazi sono diventati un rifugio climatico disponibile gratuitamente a chiunque non poteva permettersi l’aria condizionata. 

«Aderire ad Addiopizzo – prosegue Cristina –  è uno dei modi in cui diamo senso all’essere impresa sociale, è un posizionamento e anche un appartenere alla Palermo che sceglie di prendere posizione e non far finta che la mafia non esista più».

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