Fonte – livesicilia.it
Dopo le raffiche di arresti e le prime denunce nel popoloso centro alle porte di Palermo, una quindicina di persone ha deciso di liberarsi dal giogo mafioso. Ed emergono estorsioni finora sconosciute agli investigatori.
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Dopo le raffiche di arresti e le prime denunce nel popoloso centro alle porte di Palermo, una quindicina di persone ha deciso di liberarsi dal giogo mafioso. Ed emergono estorsioni finora sconosciute agli investigatori.
Il gup Paolo Magro ha inflitto 6 anni e 8 mesi a Giuseppe Frangiamore e 7 anni e 8 mesi a Giovanni Montoro. I due avevano preso di mira due imprenditori edili, ma le vittime hanno denunciato tutto alla polizia con il supporto di Addiopizzo.
Un anno dopo l’arresto arrivano le condanne per gli esattori del pizzo alla Noce. Giuseppe Frangiamore e Giovanni Montoro sono stati condannati in abbreviato dal giudice per l’udienza preliminare rispettivamente a sei anni e otto mesi e sette anni e otto mesi.
Il titolare di un locale di Mondello ha versato 3000 euro in due tranche. Le associazioni antiracket: “Ora anche altri parlino”
Si sono presentati per richiedere soldi. Non solo bottigliette di benzina lasciate davanti alle attività commerciali – i casi sono molti di più di quelli denunciati o scoperti negli ultimi mesi a Palermo – ma anche visite in carne o ossa degli uomini del pizzo