PALERMO – Il ragazzo del rione Capo si era messo in testa di aprire una barberia non lontano da via Libertà. Qualcuno andò a protestare con Settimo D’Arpa, uno degli arrestati nel blitz della squadra mobile nel rione Resuttana di Palermo. Sono i mafiosi di Resuttana infatti, ad avere la “competenza” anche sul centro città. Chi protestò temeva la concorrenza del “picciuttieddu ru Capu” che “fa gli stessi tagli
di capelli”. Un intermediario fece sapere a D’Arpa che il nuovo barbiere era stato autorizzato. “Sei sicuro?”, chiese D’Arpa sorpreso. Era diventata una questione di principio: “Ci vado a parlare direttamente io… gli dico: ho sentito che sei autorizzato qua? Ma chi ti ha autorizzato?”.
Blitz antimafia tra Brancaccio e Sperone: “Il coraggio di chi ha denunciato con il sostegno di Addiopizzo”
La nota dell’associazione da sempre al fianco dei commercianti vittime del racket: “Sono storie di resistenza che dimostrano, ancora una volta, quanto sia fondamentale il contributo degli operatori economici.



