La vera storia dei boss Corleonesi a Palermo inizia con un commercialista massone, Pino Mandalari: nel 1974, era lui il padrone di casa di Totò Riina. Una fonte ben informata soffiò la notizia a un maresciallo del nucleo Investigativo dei carabinieri: «Andate in largo San Lorenzo, quinto piano, scala B. Troverete una bella sorpresa». Il capitano Giuseppe Russo ordinò l’irruzione, Riina non c’era, ma finì in manette suo cognato Leoluca Bagarella. E quella casa fu l’inizio delle indagini sui nuovi signori di Palermo: la Agrisicula amministrata da Mandalari era una delle società che custodivano il tesoro dei Corleonesi.
Blitz antimafia tra Brancaccio e Sperone: “Il coraggio di chi ha denunciato con il sostegno di Addiopizzo”
La nota dell’associazione da sempre al fianco dei commercianti vittime del racket: “Sono storie di resistenza che dimostrano, ancora una volta, quanto sia fondamentale il contributo degli operatori economici.



