Si è concluso in Cassazione il processo abbreviato Octopus, dove alcuni commercianti avevano denunciato con l’ausilio del nostro movimento.
Nel processo eravamo costituiti parte civile assieme ai titolari del Caffè Verdone di Bagheria, che avevamo accompagnato a denunciare perché erano stati oggetto di soprusi, aggressioni, minacce ed estorsioni finalizzati a imporre la vigilanza privata presso il loro pub.
I giovani commercianti di Bagheria erano esausti per le risse scatenate dal nulla e per la preoccupazione di perdere clientela e vanificare i sacrifici fatti fino a quel momento. Il racconto di quanto subìto, l’indagine e la conclusione del processo hanno consentito di accertare l’esistenza di un gruppo di persone dedite a imporre la vigilanza privata presso molti locali tra Palermo e Bagheria.
Non è stato un processo semplice: nel corso di alcune udienze si sono registrati momenti di tensione. Del resto, nel silenzio di molti gestori di pub e ristoranti che hanno assunto condotte reticenti, i ragazzi del Caffè Verdone sono stati tra i pochi che, pur rifuggendo da ribalte, oltre a denunciare, con il supporto di Addiopizzo, hanno pure confermato in aula quanto avevano subito.
Una vicenda che dimostra, ove ce ne fosse di bisogno, come esistono le condizioni per denunciare in sicurezza e affrancarsi dal fenomeno estorsivo, anche nella provincia di Palermo.
Quello che appare chiaro anche da questa storia — e ci interessa ribadirlo — è che chi paga per paura riesce a trovare, anche dopo tanto tempo, una strada per dire basta ai condizionamenti mafiosi.
Per approfondire:
Palermo, il business dei buttafuori nelle mani della mafia: undici arresti
La Repubblica.it 17/09/2019
“I buttafuori della mafia” Imposti nei locali: 11 arresti
Livesicilia.it 17/09/2019
Palermo, le minacce per imporre i buttafuori: “il Signore deve guardare i tuoi figli…”
Giornale di Sicilia 17/09/2019
Processo Octopus: dalla denuncia del Caffè Verdone di Bagheria alle condanne degli estorsori
Giornale di Sicilia 9/05/2023



