Mondello: legalità, pianificazione e diritto al mare

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8 Maggio 2026

Condividiamo la riflessione articolata di cui di recente si sono fatti promotori Legambiente Sicilia, Libera Palermo e il WWF Sicilia Nord Occidentale sulla necessità di cambiare rotta sulla gestione della spiaggia di Mondello.
Dopo una gestione esclusiva e pluridecennale del litorale di Mondello, le condizioni e i fatti emersi nei mesi scorsi impongono, senza ulteriori rinvii, l’adozione di decisioni e provvedimenti, a partire dal Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo e dal successivo recepimento della Direttiva Bolkestein, necessari a garantire trasparenza e legalità ma anche la più ampia e libera fruizione di questo luogo da parte dei cittadini.


Mondello: legalità, pianificazione e diritto al mare

Mondello: legalità, pianificazione e diritto al mare. Legambiente Sicilia, Libera e WWF Sicilia Nord Occidentale sostengono il cambio di rotta avviato per la gestione della spiaggia di Mondello.

La vicenda che si sta sviluppando a Mondello appare grave e per certi versi surreale. In nome di una distorta interpretazione delle esigenze di ordine pubblico si rischia infatti di bloccare un percorso necessario e condivisibile: quello di una gestione più equa, trasparente e sostenibile della spiaggia, capace di superare un monopolio pluridecennale ormai inaccettabile.

Portando alle estreme conseguenze questa impostazione, si arriverebbe a sostenere che le spiagge libere non debbano esistere, in quanto ritenute meno controllabili rispetto a quelle affidate ai concessionari privati. Una tesi che non solo è infondata, ma contrasta con i principi fondamentali di gestione dei beni comuni. Le pubbliche amministrazioni dispongono infatti di strumenti normativi, regolatori e di controllo più che adeguati per garantire sicurezza, fruizione ordinata e tutela ambientale anche nelle aree a libera balneazione.

Legambiente Sicilia, Libera e WWF Sicilia Nord Occidentale ribadiscono il proprio pieno sostegno a tutte le iniziative che promuovono legalità, trasparenza e contrasto agli interessi della criminalità e del malaffare, in ogni ambito ed anche nella gestione del demanio marittimo. In questo senso, si auspica che i prossimi pronunciamenti della giustizia amministrativa consentano di proseguire senza ostacoli il percorso di riordino avviato per Mondello.

È necessario ricordare che le concessioni balneari oggetto di proroghe risultano illegittime, in quanto in contrasto con la Direttiva Bolkestein e con le pronunce del Consiglio di Stato intervenute a partire dal 2021. Inoltre, la normativa regionale (Legge Regionale n. 15/2005) stabilisce chiaramente che almeno il 50% delle spiagge debba essere destinato alla libera fruizione: un principio troppo spesso disatteso.

La situazione in Sicilia appare ancora più critica a causa della mancata adozione dei PUDM (Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo), strumenti fondamentali per una gestione razionale e sostenibile delle coste. Tale carenza si pone in aperto contrasto anche con quanto stabilito da importanti sentenze della Corte Costituzionale (n. 108/2022 e n. 147/2023), che vietano il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime per finalità turisticobalneari in assenza di una pianificazione costiera adeguata.

A ciò si aggiungono le evidenze emerse in occasione di eventi estremi, come il ciclone “Harry”, che hanno messo in luce una diffusa situazione di vulnerabilità e di cattiva gestione del litorale. In molti casi, strutture balneari non hanno rispettato gli obblighi di smontaggio stagionale, contribuendo a danni ambientali e generando costi di ripristino a carico della collettività. Questo modello non è più sostenibile.

Per queste ragioni Legambiente Sicilia, Libera e WWF Sicilia Nord Occidentale indicano con chiarezza una direzione da seguire, senza ulteriori ritardi o ambiguità: – approvazione immediata dei PUDM su tutto il territorio regionale; – sospensione del rilascio di nuove concessioni in assenza di pianificazione; – assegnazione delle concessioni tramite gare pubbliche, nel rispetto delle normative europee e di criteri di trasparenza e sostenibilità ambientale; – previsione di strutture esclusivamente stagionali, con obbligo di smontaggio al termine della stagione estiva; – tutela effettiva del diritto dei cittadini alla libera fruizione delle spiagge. Il mare e le coste rappresentano un patrimonio collettivo, non un privilegio per pochi. Garantire accesso equo, tutela ambientale e gestione trasparente è un dovere delle istituzioni e un diritto dei cittadini.

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