“La Fattoria di Gabri” entra nella rete di consumo critico antiracket “Pago chi non paga”

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25 Gennaio 2026

Nell’agosto del 2023 l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia affida alla cooperativa sociale Sicilia Bedda un’area di cinquemila metri quadri, con dodici box e uno spazio da reinventare. Nasce così La Fattoria di Gabri, in Via Roccazzo 85 a Palermo, un luogo in cui gli animali non sono “scenografia”, ma protagonisti di uno spazio educativo e di inclusione, pensato per la comunità e soprattutto per bambini e ragazzi con disabilità. 

Al centro del progetto c’è l’impegno di Valentina Cellura, presidente della cooperativa. Dopo diversi anni come responsabile amministrativa, con un contratto stabile, decide di intraprendere un nuovo percorso professionale mettendo insieme la passione per gli animali e il desiderio di creare uno spazio educativo e inclusivo. La fattoria è figlia di questa svolta: qui gli animali e la natura diventano mediatori di relazione e “alleati” nella costruzione di percorsi educativi, di crescita e di benessere per bambini e famiglie.

L’ingresso nella rete di consumo critico di Addiopizzo nasce da una cultura dell’antimafia radicata nella famiglia di Valentina, che si traduce in selezioni rigorose del personale e in un impegno quotidiano per la creazione di esperienze e percorsi che possano educare i più giovani alla cultura della legalità e della convivenza civica tra mondo umano e mondo naturale.

Il progetto punta in particolare sull’onoterapia, la terapia con gli asini. La cooperativa lavora principalmente con loro e oggi può contare sul primo asinello certificato per interventi assistiti a Palermo, che ha superato un rigoroso esame di idoneità per valutare temperamento, affidabilità e capacità di stare accanto a bambini e ragazzi con bisogni complessi, per i quali la tradizionale ippoterapia su cavallo non è sempre praticabile. A loro la fattoria offre un percorso fatto di piccoli gesti quotidiani: entrare nel box, avvicinarsi con delicatezza, toccare il manto, spazzolarlo, portare il cibo, rimanere in silenzio abbracciati all’animale per minuti interi, condividendone tempo e spazio in maniera rispettosa e graduale.

«Questo non è un parco divertimenti né un agriturismo», puntualizza Valentina: «non si vendono bibite o panini, non si organizzano shooting fotografici, e l’accesso è quasi sempre su prenotazione, per tutelare il benessere degli animali e permettere a chi arriva di vivere un’esperienza autentica, senza folla né consumo “mordi e fuggi”».

All’interno dello spazio trovano posto galline, oche, capre, un alpaca, un pavone, un’asina grigia siciliana, un pony sequestrato e tanti altri animali. Si sviluppano anche progetti che rispondono alla mission dell’Istituto zootecnico, dedicati all’introduzione di razze autoctone come la gallina cornuta di Caltanissetta. 

Tutto poggia su un impianto formale preciso: la fattoria si avvale di convenzioni comunali per l’attività sportiva con gli animali e di collaborazioni con centri di riabilitazione convenzionati con l’Asp, che contribuiscono a sostenere economicamente i percorsi. Le risorse sono contenute rispetto all’impegno richiesto, ma la cooperativa ha scelto di non lasciare indietro nessuno, di aprirsi a tutta la comunità e soprattutto alle tante famiglie che chiedono di non essere lasciate sole di fronte a diagnosi, burocrazia e tabù sulla disabilità.

 

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