<div style="text-align: justify;">rnIn merito all’arresto eseguito dalla SCO della Squadra Mobile di Palermo, l’associazione Addiopizzo esprime tutta la propria soddisfazione relativamente a quanto emerso dall’attivitàrnd’indagine. Il contenuto dei colloqui dei due presunti estorsori intercettati in carcere confermano, infatti, l’efficace valore deterrente della scelta di imprenditori e commercianti di far parte del circuito di Addiopizzo.rn<BR><BR>rnChi decide di schierarsi preventivamente, in maniera chiara e pubblica, è altrettanto consapevole di dover denunciare, qualora – come è accaduto in questo caso – dovesse subire richieste estorsive, senza che i taglieggiatori siano informati che gli stessi operatori economici facciano parte di Addiopizzo.rn<BR><BR>rnCogliamo l’occasione per rinnovare l’appello a quanti ancora pagano il pizzo affinché maturino la scelta di denunciare. Mai come adesso il momento è favorevole.
A 35 anni dalla lettera al “Caro estorsore” di Libero Grassi, il 10 gennaio un momento di analisi e confronto all’Università di Palermo
DEMS, Addiopizzo e Sisma Studi promuovono il 10 gennaio un momento di analisi e confronto all’Università di Palermo.


