Escluse per tardività della richiesta. Si può riassumere così la motivazione del giudice Stefania Brambille, che non ha ammesso come parti civili, al processo che vede imputati trentuno commercianti accusati di favoreggiamento per avere negato di pagare il pizzo alla mafia di Brancaccio, il Comune, Confcommercio, il Centro Pio La Torre e la Fondazione Caponnetto. Un colpo per il mondo dell’antimafia, che fa seguito alle polemiche nate lo scorso marzo, quando il Comune e Confcommercio non si presentarono all’udienza preliminare. In quell’occasione solo Addiopizzo, per lo sportello di solidarietà che esso gestisce, costituì parte civile. Il sindaco Lagalla motivò l’assenza dicendo che «i nostri uffici non hanno ricevuto nulla, non essendo contestata l’aggravante mafiosa».
Blitz antimafia tra Brancaccio e Sperone: “Il coraggio di chi ha denunciato con il sostegno di Addiopizzo”
La nota dell’associazione da sempre al fianco dei commercianti vittime del racket: “Sono storie di resistenza che dimostrano, ancora una volta, quanto sia fondamentale il contributo degli operatori economici.



